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Sciare sulle piste del Latemar

Cari amici,

ecco la cronaca di una mia giornata sulle piste insieme a mia figlia Lisa. Buona lettura!

E’ arrivato finalmente l’inverno vero, quello pungente, con la neve bianca e i colori brillanti. Oggi finalmente mia figlia Lisa si e’ decisa ad accompagnarmi a sciare. Ora che e’ diventata grande e  brava, mi snobba, ma io non mi do’ per vinta!
Si parte presto al mattino e oggi ha scelto lo Ski Center Latemar. A noi piace salire da Pampeago, perche’ pregustiamo gia’ l’ultima discesa della sera, quando gli impianti sono chiusi, e ci si ferma a sorseggiare l’ultimo the caldo, dal profumo intenso ai frutti di bosco, nel rifugio preferito; e poi giu’ per l’ultima discesa un po’ piu’ spericolata, perche’ ormai non c’e’ piu’ nessuno e la pista e’ tutta nostra. Lo sci e’ fatto anche di questi piccoli piaceri.
Il comprensorio e’ il piu’ vario e ricco di possibilita’ della vallata e ci piace perche’ ce n’e’ davvero per tutti i gusti.
Papa’ ci raggiungera’ piu’ tardi. Lui questa mattina ha da fare, ma non vuole perdere mai nessuna occasione per stare insieme.
Ne approfittiamo subito per la primissima discesa sull’Agnello, la mattina rimane un po’ all’ombra, ma la neve e’ stupenda. Arriviamo in cima e si apre subito il panorama sulla Pala di Santa e sul passo Pampeago.
Da questo punto, in primavera, salendo verso tardo pomeriggio, quando le giornate sono piu’ lunghe, si puo’ assistere a uno dei tramonti piu’ belli e suggestivi. Il tracciato e’ da sempre, uno di quelli che danno gusto e a meta’ pista c’e’ poi la il mitico rifugio Caserina, dove la sera le compagnie piu’ allegre si ritrovano per una gustosa cena a base di piatti della piu’ radicata tradizione Trentina: l’orzetto, le gustose puntine di maiale con i funghi e la polenta; poi, a pancia piena, si scende alla luce delle fiaccole o, se si e’ fortunati, alla chiaro di luna.
Proseguiamo il nostro giro verso il Passo Feudo per affrontare la discesa della 5 Nazioni, la pista sulla quale, ai tempi d’oro di Gross e Thoeni si disputava il famoso trofeo.


Dal Passo Feudo, prima della partenza, merita dedicare uno lungo sguardo alle Pale di San Martino, che si stagliano proprio di fronte a noi. Oggi la giornata e’ limpida e il colore chiaro della Dolomia risulta ancora piu’ brillante.
Al Gardone’ non puo’ mancare un giro sull’Alpine Coaster, la prima slittovia in Trentino. Mi era capitato di provare altrove l’ebrezza di una discesa su questo slittino a rotaia e precisamente in Germania tanti anni fa. Ora pero’ rifare l’esperienza con mia figli abbracciata a me che lancia “gridolini” di gioia, misto finta paura, e’ ancora piu’ divertente di allora.

Risaliamo con la “calotta”  della seggiovia, calata. Fa un po’ freddo ancora e non abbiamo proprio voglia di “soffrire”.
In cima al Passo decidiamo dove proseguire; l’itinerario e’ ancora lungo e le piste da fare, e le vogliamo fare tutte, sono ancora molte.
Decide Lisa, che vuole assolutamente scendere al Reiterjoch alias   Passo Pampeago: qui e’ disegnato il confine tra le due province, di Trento e Bolzano e questa linea immaginaria la si puo’ percepire anche nelle sfumature della gastronomia dei vari punti di ristoro di questo comprensorio.
Da qualche anno, proprio sul Passo  viene preparato con molta cura uno snow park completo di gobbe  e salti. Qui si ritrovano principalmente i branchi di Snow Boarder. Mi permetto di definirli branchi perche’ danno questa impressione, da come si muovono, come si vestono e ogni ritrovo e’ un happaning con tanto di musica ad hoc.
A Lisa piace molto fare le gobbe: le e’ sempre piaciuto, anche da piccolina, si lasciava andare, prendeva velocita’ e alla fine faceva anche il salto, con relativo e conseguente mio sussulto, da brava madre apprensiva lanciata all’inseguimento.
Raggiungere Obereggen e’ una delizia. Piste larghe e perfette, come onde disegnate. Basta lasciarsi andare e si viene come cullati dalle pendenze che qui sono molto dolci.
Arrivati in fondo, diamo un saluto a Maria, anima del Platzl e amica cara,  che prima al Gardone’ e poi qui, come si usa nella migliore tradizione di accoglienza, saluta l’ospite con un sorriso sincero e accattivante.
Ora ci attende una confortevole risalita sulla seggiovia Oberholz, con tanto di sedili morbidi e Carenatura, anti-vento.
Tutte le volte che salgo su questo impianto, mi viene da pensare che se un giorno venisse dotato  di erogatore di cappuccino e cioccolata calda, sarebbe proprio perfetto. Del resto dai traguardi del progresso tecnologico, ci si potrebbe aspettare anche questo.
Una bella serpentina ai lati della pista Oberholz, tradizionale scenario di Coppa Europa, ci conduce verso la via del ritorno. Davanti al piccolo rifugio Epircher Laner, che fa da spartiacque agli sciatori, giriamo a sinistra e ci dirigiamo verso l’Absam. Il tragitto della nuova seggiovia 6 posti inaugurata solo due anni fa, ci offre uno scenario dei piu’ belli del comprensorio: sulla nuova pista nera dove vediamo le evoluzioni degli sciatori piu’ esperti e le guglie del Latemar, che da qui sembra di toccare con la mano.
Non abbiamo tempo oggi, ma una delle nostre tappe gastronomiche preferite e’ alla baita Maierl, famosa per i piatti di pesce di mare, freschissimo e preparato con maestria, con le migliori ricette mediterranee: un contrasto neve – mare da provare.
Si risale al passo Pampeago e poi di nuovo le gobbe prima di affrontare la discesa piu’ avvincente sulla Pala di Santa.
Questo e’ il punto piu’ alto che si raggiunge con gli impianti del comprensorio a 2.314 metri.  Merita girare lo sguardo a 360°. Nelle giornate limpide da qui si vede anche la cima d’Asta che e’ la piu’ alta della catena del Lagorai e poi le Pale di S.Martino le Alpi Austriache, il Latemar imponente come un maniero si staglia di fronte; insomma un panorama mozzafiato.
Una “garetta” familiare e’ di rigore, nel tratto del muro che non lascia spazio per le pause.
Sta arrivando papa’, andiamo a prenderlo alla partenza della Latemar, in fondo alla Val Todesca.  Ora il sole e’ piu’ caldo, e abbiamo ancora tempo per rifare insieme il giro delle piste piu’ belle, e magari scoprire qualche variante ancora inesplorata.
Sara’ una giornata indimenticabile!

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