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Basta miniclub, arriva la Bottega della Fantasia

Il miniclub? In archivio, meglio “La bottega della fantasia”. La babydance? Abolita, d’ora in poi “Natural dance”. Gli animatori? Roba da villaggio turistico, meglio un Mastro, cioè una persona di esperienza, che stia con i bambini.
Gli albergatori di Giocovacanza, club di hotel del Trentino con la mission di accogliere famiglie con bambini, continuano a stupire. Già si erano fatti notare nei mesi scorsi con la realizzazione di un video originale, interpretato da loro stessi e dai loro figli, che intendeva promuovere i loro alberghi raccontando il “segreto” di Giocovacanza.
Proprio per andare a fondo di questo “segreto” hanno ora deciso di rivoluzionare quello che in ogni hotel si chiama miniclub: lo spazio giochi e attività per gli ospiti più piccoli, seguito da giovani animatori. Le novità non si improvvisano. Gli albergatori di Giocovacanza si sono riuniti per cinque giorni (tre nel nostro hotel Bellavista di Cavalese) insieme a Raffaella Pederneschi, che già ci aveva seguiti nell’esperienza del video. Raffaella Pederneschi è una consulente aziendale che da 25 anni si occupa di creatività orientata all’innovazione.  Laureata in filosofia, esperienza artistica al Piccolo Teatro di Milano, Pederneschi ha elaborato una propria originale metodologia per innescare processi di innovazione nelle aziende che si rivolgono a lei.  Fra le sue ultime consulenze, anche la Disney per rifare l’immagine di Topolino e per inventare un magazine rivolto alle ragazzine dai 10 ai 13 anni. Quando comincia il suo lavoro in un’azienda, il primo passo è costituire un gruppo, trasversale ai vari settori, che diventa il “team creativo d’innovazione”. Così è avvenuto anche per noi albergatori di Giocovacanza. Ed anche con loro è partita coinvolgendoli in attività apparentemente “strane” (come ascoltare musica classica, muovere le mani come per dirigere un’orchestra, dipingere) che hanno in realtà lo scopo di far superare condizionamenti e stereotipi, di aprire l’intelligenza alle novità.
Nel caso di Giocovacanza, l’obiettivo era far comprendere la rilevanza dei linguaggi non verbali: il disegno, la musica, il movimento del corpo, e così via.  I linguaggi non verbali sono uno dei pilastri del nuovo modello di club per i bambini che gli albergatori vogliono realizzare. Se c’è un filo rosso che attraversa il nuovo modello è questo: far vivere ai bambini esperienze autentiche. Stop quindi ad attività stereotipate (stop anche alla parola attività), copiate o scimmiottate dal mondo degli adulti. A condurre i bambini a vivere queste esperienze autentiche ci saranno non più gli “animatori” ma i “mastri”, cioè maestri capaci di guidarli alla scoperta di un mondo nuovo. Il cambiamento dei nomi non è una scelta formale, le parole indicano una realtà e parole diverse segnalano realtà diverse.
Nell’ultimo giorno dello stage a Cavalese con Raffaella Pederneschi gli albergatori, insieme ad un gruppo di bambini, hanno sperimentato anche i prototipi di alcune esperienze da proporre ai loro piccoli ospiti. Insieme sono andati nel bosco, ne hanno ascoltato i suoni ed hanno raccolto oggetti come sassi e rami e tutto ciò che hanno incontrato nel cammino. Tornati in albergo, con quegli oggetti hanno formato un’inedita orchestra che ha proposto ritmi e suoni. Un’altra esperienza è la fiaba sonora, per esempio Cappuccetto Rosso raccontata invitando i bambini a riprodurre i suoni evocati nella narrazione.
Gli albergatori di Giocovacanza non si sono fermati qui, hanno anche elaborato un progetto di comunicazione della “Bottega della fantasia” e la promozione nelle fiere turistiche e nelle piazze d’Italia. Il cantiere è aperto, ora a noi  albergatori non resta che metterci al lavoro per introdurre le novità nel nostro hotel in Trentino.

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